Tommaseo Online

Accademia della Crusca

Siamo lieti di presentare nelle pagine web dell’Accademia della Crusca, accanto alle cinque Crusche fiorentine, la versione elettronica del Dizionario della lingua italiana di Tommaseo, interrogabile attraverso un motore di nuova concezione realizzato da Daniele Fusi.

Zanichelli

Il testo del Dizionario è stato offerto dalla casa editrice Zanichelli di Bologna nel quadro di un accordo di scambio e collaborazione con l’Accademia della Crusca. Siamo particolarmente fieri di questo rapporto esemplare tra un ente pubblico e una grande casa editrice italiana.

{{"sections" | translate}}

Per ulteriori informazioni sull'uso del sito, consultare la voce Aiuto del menu sulla barra superiore.

{{"toc" | translate}}

Introduzione | Prefazione | Note alla prefazione | Avvertenze | Note alle avvertenze | Abbreviature | Note alle abbreviature | Voci | Giunte e correzioni

Tommaseo fu il più illustre vocabolarista italiano dell’Ottocento, rimasto famoso, fra l’altro, per la forte personalità travasata nelle voci del dizionario, le quali non sono certo caratterizzate da fredda oggettività e distacco. Con una sfumatura provocatoria, Giorgio Bàrberi Squarotti ha parlato di questo vocabolario come di «uno dei grandi esempi di invenzione letteraria» del nostro Ottocento. Il Dizionario di Tommaseo ha mantenuto la sua piena validità come strumento di consultazione fino a tutto il Novecento (prima che fosse terminato il GDLI, il cosiddetto “Battaglia”) e resta un riferimento di primaria importanza nella storia dell’intera cultura italiana. Gianfranco Folena, riprendendo la presentazione editoriale dell'opera, scritta da Luigi Pomba nel 1861, ne ha confermato la natura di «vero nazionale monumento», monumento all'Italia unita e alla sua lingua.

Le altre grandi compilazioni lessicografiche dell’epoca non si avvicinano nemmeno lontanamente al Dizionario del Tommaseo. Il salto di qualità è sostanziale, anche perché quest’opera non segue meccanicamente la traccia delle precedenti, fondate sulla Crusca, ma si caratterizza per l’originalità, legata alla singolare figura dell’autore (accademico della Crusca dal 1866). Basti ricordare che tutte le voci, sottovoci e accezioni portano una sigla che fa riconoscere la responsabilità del redattore: è dunque trasparente la paternità di definizioni e commenti. Altro che “anonimato” del dizionario! Valido collaboratore di Tommaseo (assieme ad altri, che ebbero però un ruolo minore, come Meini, Fanfani, Campi) fu Bernardo Bellini (1792-1876).

Molto si deve all’editore torinese Giuseppe Pomba, che promosse l’opera. La presentazione del vocabolario è però firmata dal successore (oltre che cugino e genero) di Giuseppe Pomba, Luigi. È datata «Torino, 15 giugno 1861», e la data è posta sotto una frase in epigrafe ricavata dal trattato Dell’uso e dei pregi della lingua italiana di Galeani Napione: «La Lingua – si legge in quella citazione – è uno de’ più forti vincoli che stringa alla Patria». Il vocabolario, nato in coincidenza con l’Unità della nazione, andò avanti nonostante mille difficoltà, tra continue tempeste fra Tommaseo (trasferitosi a Firenze) e gli editori (nella redazione di Torino), e con qualche scontro tra Tommaseo e Bernardo Bellini, principale collaboratore all’impresa. Nel 1874 Tommaseo fu colpito da apoplessia e morì; poiché Bellini era troppo anziano, la direzione del vocabolario fu affidata al fiorentino Giuseppe Meini (1810-1889; socio corrispondente della Crusca dal 1888), che proseguì il lavoro editoriale dal lemma «si» (ultimo ancora di Tommaseo) in poi, compilò la complicata tavola degli autori e firmò la prefazione (alla conclusione dell’opera), datata «Firenze, 19 marzo 1879». Anche l’editore e promotore dell’impresa, il piemontese Giuseppe Pomba, morto nel 1872, non vide la fine del dizionario.